Rimozioni

Ci sono macchie nere nella storia di ogni civiltà. Nascoste, ignorate o mascherate grazie a narrazioni di comodo, sono il conto con il passato che non abbiamo mai voluto fare. Quel conto è arrivato.

Il fondatore del Movimento sociale italiano è tra gli esponenti più famosi del fascismo italiano dopo il 1945. Da molti è oggi considerato il padre nobile della destra italiana moderna, anche se spesso si dimenticano i molti passaggi oscuri nella vita e nella carriera politica cinquantennale di questo prodotto peculiare della storia d'Italia.

Strategia della tensione e terrorismo politico occupano uno spazio differente nell'immaginario pubblico: il cortocircuito tra memoria e storia rende difficile la comprensione diffusa delle ragioni e delle passioni che connotarono un'epoca storica complessa e non riducibile a etichette schematiche

Tradizionalmente si indica nell'indipendenza di India e Pakistan, nell'agosto del 1947, l'inizio del processo che porta alla fine del colonialismo afro-asiatico europeo. Eppure oltre due anni prima, nell'Algeria francese, un evento spesso rimosso si era dimostrato un primo formidabile, e tragico, detonatore.

Il 9 aprile 1921, nella città siciliana, i fascisti attaccano violentemente un comizio socialista. I morti sono tre, che si aggiungono alla lunga scia di sangue che il movimento fondato da Mussolini lascia alle sue spalle, in Sicilia e in tutta la penisola, nella sua corsa al potere.

Spesso le rivendicazioni femminili sono presentate senza legami con le questioni lavorative. Eppure non ci sono problemi di genere che non siano anche problemi di classe e viceversa. Anche le vicende delle operaie sovietiche ce lo dimostrano.