Caterina Ciccopiedi

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Quando i sacerdoti potevano sposarsi. Un nuovo scisma per una vecchia questione?

Caterina Ciccopiedi
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Recentemente si è riaperto il dibattito intorno alla questione del celibato ecclesiastico: è in particolare la chiesa tedesca ad apparire in fermento riguardo alle esigenze di modificare la norma cattolica che vieta le unioni matrimoniali per i membri delle gerarchie ecclesiastiche. Da dove arriva questo divieto? È al cuore del Millennio medieviale, al secolo XI, che dobbiamo guardare per individuare la genesi di questa legislazione. Prima di allora la situazione era giuridicamente assai complessa e il matrimonio dei chierici fu per lungo tempo considerato lecito.
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Prima del papa, il vescovo di Roma. Da una chiesa orizzontale a una chiesa gerarchica: il secolo XI

Caterina Ciccopiedi
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Nel secolo XI, noto come secolo della riforma gregoriana - categoria da rettificare - assistiamo al passaggio da un mondo di chiese - al plurale, tendenzialmente autonome che guardavano a Roma e al suo vescovo come garante dell'ortodossia ma non come a un 'capo' - a un universo cristiano in cui si impone un modello di chiesa - questa volta al singolare - gerarchica con al vertice il pontefice. Si tratta di un passaggio lento e difficoltoso che nel secolo XI risulta appena cominciato e i cui protagonisti sono molteplici: non solo Gregorio VII la cui notorietà ha spesso offuscato gli altri attori di questo incredibile cambiamento.
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Un capro espiatorio per la peste nera: l’ebreo avvelenatore di pozzi

Caterina Ciccopiedi
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Ritornata d'improvviso in Europa a metà del Trecento, la peste travolse il continente uccidendo rapidissimamente circa un terzo dei suoi 75 milioni abitanti. In molte regioni si cercò un capro espiatorio, sul quale si scatenò una violenza con radici antiche: gli ebrei. Sono vicende che noi oggi guardiamo come se fossero lontane, ma che hanno ancora molto da dirci.

La ciurma

Viviamo in un'epoca in cui imperversa la "dittatura del presente", in cui il passato è imbalsamato ed è un semplice guardiano dell'esistente. Così nello spazio pubblico e nel senso comune il ricorso alla storia serve troppo spesso per legittimare l'ordine del discorso dominante.

Crediamo fermamente nella necessità di ridefinire l'orizzonte pubblico della storia, ribadendo la natura dinamica e processuale del passato.

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