Vive la Commune! Ribellarsi senza capi

Giorgio Nieloud
Giorgio Nieloud
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A 150 anni dalla nascita del “primo governo operaio”, è ancora tempo di riflettere su un evento che tanto ha affascinato l’immaginario e che ancora si presta a interpretazioni diverse.
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Raccontiamo la storia, raccontiamola tutta

Nello spazio e nel tempo: ricerche e narrazioni storiografiche

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Black History Month. Il vuoto di memoria degli Stati Uniti d’America

Claudio Ferlan
Claudio Ferlan
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Negli Stati Uniti febbraio è il mese dedicato alla riflessione sulla storia degli schiavi e dei loro discendenti, sulle loro cultura ed eredità, sulla centrale rilevanza degli afroamericani per lo sviluppo del Paese. Quanto bisogno c'è di una ricorrenza come questa? Tanto, ed ecco perché.
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Confesso che ho cantato “Bella Ciao” (è reato?)

La Redazione
La Redazione
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A Modena ventisei antifascisti sono in attesa di sentenza per essersi avvicinati nel 2017 a un presidio di Forza Nuova.Una testimone ha aggravato la propria posizione dichiarando di aver cantato Bella Ciao in quella occasione.L'accusa si basa sull'art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, emanato durante il regime fascista e in contraddizione con la libertà di riunione e di espressione sancite dalla Costituzione italiana.
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La ricerca storica non si processa

In Polonia è in atto una campagna governativa volta a stabilire la "verità storica" in chiave nazionalista, intimidendo gli studiosi che coraggiosamente portano avanti le loro ricerche e la loro opera di divulgazione cercando di contrastare questa visione mistificatoria. Esprimiamo la nostra solidarietà agli storici e alle storiche vittime di persecuzione giudiziaria e/o mediatica, e chiamiamo tutti gli operatori culturali a un impegno per tirare fuori Stati e politici dalla storia e dal suo racconto, nella sfera istituzionale quanto nella mediasfera.

La ciurma

Viviamo in un'epoca in cui imperversa la "dittatura del presente", in cui il passato è imbalsamato ed è un semplice guardiano dell'esistente. Così nello spazio pubblico e nel senso comune il ricorso alla storia serve troppo spesso per legittimare l'ordine del discorso dominante.

Crediamo fermamente nella necessità di ridefinire l'orizzonte pubblico della storia, ribadendo la natura dinamica e processuale del passato.

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